Sebbene il liceo e l’università siano realtà molto diverse, per competenze richieste, ambiente e carico di studio, il momento della scelta che precede il cambiamento presenta sorprendenti analogie, dal punto di vista delle emozioni e delle incertezze.
Che ci si trovi in terza media o in quinta superiore, le domande, i dubbi e le aspettative sembrano seguire lo stesso percorso.
Per capire come cambiano prospettive, paure e criteri di scelta tra l’inizio e la fine del Liceo scientifico, abbiamo messo a confronto due voci diverse: una studentessa di prima, Francesca Malfone di 1^D, e una di quinta, Chiara Montecchi di 5^E. Dal loro dialogo emerge un ritratto sincero di cosa significhi affrontare il Liceo oggi, tra entusiasmo, dubbi e progetti per il futuro.
La scelta della scuola superiore
Perché hai scelto il liceo scientifico?
Francesca: Ho scelto il liceo scientifico poiché andavo meglio nelle materie teoriche (per questo ho scelto un percorso liceale) e avevo una passione per le materie scientifiche (da qui la scelta proprio del liceo scientifico) sin da quando ero più piccola. Ciò che forse mi ha convinto di più a scegliere proprio questo indirizzo (ordinamento) è stato il fatto che si presentava come un percorso equilibrato tra le discipline umanistiche e quelle scientifiche; inoltre, mi piaceva che fosse una scuola che apre molte strade per il futuro.
Chiara: Ho scelto lo scientifico perché la mia materia preferita alle medie era matematica, e mi trovavo bene col fatto che la matematica è una materia oggettiva. Al livello della matematica delle medie, almeno, non era soggetta a interpretazioni, anche se più avanti sono comparse. Mi metteva al sicuro il fatto che ci fosse un solo risultato possibile e una sola soluzione corretta a ogni esercizio. Ho fatto l’open day durante il COVID; mi hanno convinto particolarmente i rappresentanti di allora, che hanno parlato della scuola e delle sue varie attività pomeridiane extracurricolari (completamente assenti nella mia scuola media) con una capacità dialettica e una chiarezza della spiegazione che mi sarebbe piaciuto avere un giorno.
Cosa ti aspettavi dal liceo scientifico prima di iniziare? Queste aspettative sono state rispettate?
Francesca: Mi aspettavo una scuola molto rigida, con aspettative ed esigenze altissime per gli studenti. Sinceramente trovo che sia un percorso molto più fattibile rispetto a ciò che immaginavo (e a quello che sentivo dire sulla scuola) e, perciò, almeno per ora, mi trovo molto bene. Prima di iniziare avevo la terribile paura di non avere le capacità o le competenze richieste e di non essere all’altezza di questo istituto, anche rispetto ai compagni; per fortuna ora posso dire che questa paura non si è rivelata fondata, perché sono molto tranquilla e penso di stare andando avanti benino rispetto a come mi aspettavo.
Chiara: Prima di iniziare mi aspettavo di trovare un ambiente classe accogliente e inclusivo e, anche se all’inizio non lo era particolarmente, con l’avanzare degli anni ha cominciato a diventare sempre più familiare (nel senso di accogliente). Al tempo, la mia più grande paura non era sulle materie e sulla mole di lavoro, che speravo di poter sopportare, ma era di non poter essere capita dagli insegnanti e dai compagni, come era successo alle medie non solo a me; tuttavia, nella mia esperienza questo timore si è poi rivelato infondato.
Esperienza al liceo
Come descriveresti il carico di studio?
Francesca: Per ora non ho trovato enormi difficoltà nello studio a casa, pertanto, reputo che il carico sia giusto.
Chiara: Dato che il mio metodo di studio si è evoluto progressivamente col passare del tempo, credo di aver studiato molte più ore in prima che negli anni successivi. Ora che sono in quinta, in effetti la mole di studio è aumentata parecchio in vista dell’esame.
Le materie che stai studiando sono come ti immaginavi? Quale materia trovi più difficile? E quale ti piace di più?
Francesca: Più o meno le materie che sto studiando sono tutte come mi immaginavo. Tuttavia, ho trovato una materia che mi ha sorpreso in modo singolare: il latino. Questa materia è stata una scoperta interessante, dal momento che non è come qualunque altra lingua parlata ancora oggi, ma è totalmente una nuova disciplina che sto trovando sempre più interessante: attraverso una lingua possiamo scoprire non solo la cultura di un antico popolo, ma anche quelle che sono le nostre origini e radici. La materia con cui fino ad ora ho trovato più difficoltà è stata chimica, dove all’inizio ho avuto diversi disguidi nella comprensione dei problemi.
Chiara: Delle materie che mi hanno sorpreso figurano la matematica e il latino. La matematica si è rivelata molto più impegnativa di quello che pensavo, visto che alle medie non avevo ancora sviluppato un metodo di studio per la materia (che ora si basa sullo studio degli esercizi svolti); nel frattempo, mi aspettavo che il latino sarebbe stato molto più simile alla matematica in quanto a ragionamento logico, ma dalla seconda in poi comprende anche una grande componente di interpretazione del testo, che deve portare alle giuste scelte lessicali e al raggiungimento del significato inteso, anche in base allo stile dei singoli autori. Nel corso dei cinque anni, le materie che ho trovato più difficili sono il latino, proprio per queste ragioni, e la filosofia, per la sua natura astratta e interpretativa, mentre le mie preferite rimangono matematica, fisica e chimica.
Scelta dell’università
Sai già cosa vuoi fare dopo la maturità? Per Francesca: hai già un’idea, anche vaga?
Francesca: Da qualche anno ho questo sogno: studiare medicina. Pertanto., questo è un altro dei motivi per i quali ho scelto di frequentare il liceo scientifico.
Chiara: Tuttora sto facendo fatica a scegliere l’università e non mi sono ancora iscritta a nessuna facoltà; trovo questa scelta gravosa per chiunque non abbia le idee chiare già in quarta, visto che in quinta i propri pensieri sono occupati da altro. Ho trovato difficoltà anche a navigare sui siti dei vari atenei per trovare bandi e open day, non avendo ancora optato per un singolo corso. Fin dall’inizio, comunque, avevo intenzione di studiare una materia STEM e di non lavorare su argomenti troppo astratti e teorici, quindi, dalla terza in poi ho maturato la convinzione di voler studiare ingegneria; il problema è che questa macro-facoltà si declina in moltissimi corsi differenti.
Inizialmente ho tenuto come guida il sogno che avevo da bambina di diventare architetto e progettare edifici e case, ma ho più tardi constatato che non mi trovavo particolarmente a mio agio nel lavorare con le arti. L’eredità di quel sogno è però rimasta e si è tradotta nella volontà di lavorare nelle costruzioni, e quindi di studiare ingegneria civile; visto che è una facoltà di lunga data, dalla quale sono originate tutte le altre ingegnerie, non sono legate ad essa le preoccupazioni che fosse poco conosciuta nel mondo del lavoro.
Percezione reciproca
Per Francesca: cosa vorresti chiedere a chi sta per diplomarsi?
Francesca: Studente/ssa del quinto anno sei soddisfatto/a del percorso che hai fatto? Ci sono stati alti e bassi? come sei riuscito/a a superarli?
Per Chiara: che consiglio daresti a uno studente che sta iniziando ora il liceo?
Chiara: A chi sta iniziando ora il liceo suggerirei di mettersi in gioco e cercare di partecipare a più attività possibili, e di non fissarsi su degli interessi specifici ma di spaziare con la propria curiosità.
È importante anche non avere paura di parlare ai nuovi ragazzi che si incontrano, anche se più grandi di qualche anno, e soprattutto se diversi da sé stessi.
Riflessione sulla propria scelta
Se potessi tornare indietro rifaresti la stessa scelta?
Francesca: Se potessi tornare indietro rifarei sicuramente la stessa scelta.
Chiara: Se potessi tornare indietro probabilmente farei la stessa scelta perché penso che questa scuola offra una solida preparazione accademica, utile per un eventuale percorso di studi successivo, soprattutto se di indirizzo scientifico.
Per concludere, come definiresti la nostra scuola con tre parole?
Francesca: Sapere; Stimolante; interessante.
Chiara: Le tre parole con cui definirei questa scuola sono: impegnativa, stimolante, gratificante.
Dunque, si può evincere che sia Francesca sia Chiara sono due persone soddisfatte dalla scuola le cui ambizioni verso il futuro sono prospere. Tuttavia, da come si può dedurre, anche la loro fu una scelta difficile sia nel caso dell’università sia nel caso della scuola superiore. Invero, ad oggi, molti giovani sono spaventati da queste scelte dal momento che il loro impatto sul corso della vita di un individuo è enorme, poiché condiziona interi periodi dell’esistenza di qualcuno.
Ciononostante, ambedue le ragazze sono compiaciute del loro percorso giacché le ha portate a scegliere una scuola di cui vanno fiere. Pertanto, la scelta dell’università e della scuola superiore, sebbene si tratti di passaggi cruciali dei quali a volte si può avere paura, sono anche quelli che permettono una maggiore comprensione di sé stessi e dunque della propria intima identità.

