La storia narrata in questo capolavoro letterario si svolge in un futuro distopico dove un individuo non ha il diritto di chiedere, confrontarsi e pensare. Orwell descrive uno stato di totalitarismo estremo, fondato sulla sorveglianza e la manipolazione psicologica da parte di chi detiene il potere. A governare c’è il Grande Fratello, un essere onnisciente e infallibile, che nessuno ha mai visto. I suoi occhi sono le telecamere con le quali spia la vita dei cittadini, affinché tutti siano sotto controllo. Winston, il protagonista di “1984”, lavora al Ministero della Verità e si occupa di revisionare il passato. Il suo compito è riscrivere il passato attraverso l’alterazione di giornali, libri, periodici, poster e volantini, film, canzoni, cartoni animati, fotografie, tutto ciò che possa essere portatore di un significato politico e ideologico. Ma Winston comincia un percorso di ribellione comprando di nascosto un diario e cominciando a scriverci il 4 Aprile 1984 in una parte del suo appartamento non sorvegliata dal teleschermo, iniziando una relazione amorosa clandestina con Julia della lega giovanile Anti-sesso, andando contro la filosofia del regime, che non tollera l’emozione e l’amore. Ma la psicopolizia si metterà sulle sue tracce…
1984 è un romanzo che, per quanto distopico, sembra descrivere una realtà verosimile che mai come oggi sembra avverarsi. Le strategie di controllo descritte da Orwell assomigliano a quanto sta accadendo oggi, ad esempio negli Stati Uniti. Società come Palantir Technologies, un’azienda statunitense di software e “Big Data” specializzata nell’intelligenza artificiale e nell’analisi avanzata dei dati, spingono già all’utilizzo di strumenti e tecnologie per la sorveglianza di massa; sempre negli Stati Uniti Trump sta riducendo in modo significativo le risorse destinate al Ministero dell’istruzione, con il preciso intento, secondo alcuni, di affossare i programmi scolastici incentrati su inclusione e diversità; sono solo: nel mondo accademico dal 2025 sono aumentati vertiginosamente i casi di studiosi fermati per le loro posizioni politiche. Insomma, sono diversi gli esempi di volontà di soppressione del dissenso, di spegnimento del pensiero critico e distorsione della verità per ragioni propagandistiche.
Il libro ci insegna quanto siano importanti cultura, storia e linguaggio per salvaguardare letture più complesse dei fenomeni socioculturali e psicologici e dunque più vicine alla realtà. Uno degli slogan del Partito, infatti, è: “chi controlla il passato controlla il futuro, chi controlla il presente controlla il passato”. Questo slogan viene applicato alla lettera nel Ministero della Verità, nel quale Winston lavora: nel suo reparto, i documenti passati vengono continuamente modificati, perché il passato che raccontano sia in linea con la visione del Partito. Tutti i libri che si trovano in circolazione vengono prodotti dal Ministero e fonti di informazioni esterne non sono ammesse.
Questo modus operandi non è esclusivo delle distopie immaginate da scrittori illuminati e immaginifici come Orwell ma viene messo in atto da governi di tutto il mondo. Al giorno d’oggi paesi come la Corea del Nord e l’Iran, secondo la FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana), rappresentano due dei regimi più repressivi al mondo in termini di controllo dell’informazione. La Corea del Nord applica un isolamento totale, impedendo l’accesso dei cittadini ad Internet, riservata solo a una cerchia ristretta di persone, tra cui gli stranieri. In Iran è stata creata una rete nazionale separata da quella globale, limitando l’uso dei social network e dei VPN; inoltre, i giornalisti indipendenti affrontano consecutivamente accuse di propaganda politica contro lo Stato e arresti. A tale proposito non possiamo non citare anche il caso italiano: nel 2025, sono stati censiti 361 giornalisti minacciati, con un aumento del 46% delle violazioni della libertà di informazione. Molte le intimidazioni provenienti dalla politica, il cui primato spetta alla Regione Lombardia. Almeno 15 giornalisti vivono sotto scorta (dati riportati da Ossigeno – Osservatorio Su Informazioni Giornalistiche E Notizie Oscurate);
Il linguaggio è altrettanto importante al fine del condizionamento delle menti: in 1984 il Partito si dedica alla creazione della Neolingua, ossia un linguaggio che punta a impoverire drasticamente e intenzionalmente il vocabolario, eliminando i termini che servono per formulare i concetti di cui non si vuole la diffusione, di fatto impedendo che vengano anche solo pensati e descritti dalle masse. Questo tema è particolarmente attuale, visto l’impoverimento lessicale delle nuove generazioni, anche dovuto all’avvento dei social e dell’intelligenza artificiale, che riducono lo span di attenzione e memoria e ci rendono meno propensi alla lettura, abituandoci a risposte immediate, superficiali e poco approfondite. Il vocabolario giovanile è passato da 1600 parole a 800 circa. Meno parole conosciute e utilizzate secondo alcuni studiosi di neurolinguistica limitano la capacità di esprimere emozioni, pensieri complessi e di sviluppare un senso critico. Inoltre, un lessico ed un linguaggio meno articolati riducono la capacità di argomentare ed esporre le proprie idee, rendendoci quindi più propensi all’aggressione verbale o fisica, più passivi dal punto di vista sociale, meno capaci di formulare pensieri ipotetici e deduttivi. Per riassumere, un lessico e una grammatica più poveri ci rendono più vulnerabili e più stupidi: la condizione perfetta per un potere che non vuole essere messo in discussione.
Per questo motivo è importante mantenere una coscienza aperta e critica verso la società in cui viviamo; sviluppare un proprio pensiero è fondamentale, perché consente di distinguere la realtà dalla finzione, di criticare e di argomentare le proprie convinzioni, contribuendo a sviluppare una propria identità, capace di non omologarsi passivamente al pensiero di massa. Il valore dell’avvertimento di Orwell sta nella sua capacità di spingerci a riflettere attraverso un proprio pensiero libero e consapevole, per evitare che la propaganda e la disinformazione prendano il sopravvento e minino le basi della democrazia.

