L’INCIDENZA DELLA CULTURA

L’INCIDENZA DELLA CULTURA

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Spesso ci domandiamo se tutto questo progresso ci stia allontanando dalla voglia di scoprire dal vivo la cultura che ci appartiene. Sarà perché oggi tutto è diventato semplice? Basta un click per cercare, tramite un motore di ricerca, qualsiasi tipo di opera d’arte, che sia un quadro o una scultura, un brano musicale o una teoria scientifica. O forse sarà perché l’interesse delle nuove generazioni si è spostato su altro? Che senso ha studiare storia, musica, arte, scienze, musica? Queste conoscenze ci serviranno veramente in futuro? Queste sono le domande che risuonano tra i banchi di scuola.

Cultura e nuove tecnologie

Oggi Internet e i social hanno modificato il nostro modo di intrattenere relazioni, ottenere informazioni e godere dell’intrattenimento.

Che incidenza hanno le nuove tecnologie nella vita quotidiana? In che misura stanno influenzando la nostra cultura? Ci fermiamo mai a pensare a come questo “mondo parallelo” stia cambiando il nostro modo di essere e forse anche di pensare?

Sono domande complicate a cui è difficile rispondere.

La rete, i social e l’intelligenza artificiale ci offrono senza dubbio molte opportunità di informazione, ma ci sono anche dei rischi che bisogna conoscere ed evitare.

Nell’era digitale, informarsi vuol dire ottenere risposte in pochi minuti o addirittura secondi, ma non sempre si dedica la giusta attenzione a ciò che si legge né ci si prende del tempo per valutare l’attendibilità e la qualità delle informazioni ottenute.

Molti di noi non sono mai andati in biblioteca per fare una ricerca o non hanno mai consultato un’enciclopedia; la nostra generazione è abituata a considerare internet come l’unico canale attraverso il quale reperire informazioni.

Se da un lato è innegabile l’esistenza di una serie di pericoli connessi ad un uso poco attento della rete, dall’altro non è giusto concludere dicendo che non esistono possibilità di arricchimento culturale e personale al di fuori di quelle offerte dai canali tradizionali, come la scuola.

Esistono infatti blog, canali social e siti dedicati all’informazione e alla divulgazione che permettono a noi giovani di ampliare le nostre conoscenze.

Esistono pro e contro, come in tutto del resto, l’importante è saperli riconoscere e distinguere.

Lettura e vita

La letteratura ha influenzato e influenza il modo di pensare e vivere delle persone.

Scrittori e poeti, anche vissuti tanti anni fa, parlano di emozioni, pensieri che ci toccano anche oggi e affrontano temi molto attuali anche per i giovani, come la ricerca della propria identità, il bisogno di essere accettati e la difficoltà di capire chi siamo davvero.

La cultura è collegata al nostro “IO” che è la cosa più importante della nostra esistenza perché la società proverà a farci pensare quello che vuole.

Noi fortunatamente con la cultura possiamo essere chi vogliamo.

Pensiamo solo ad alcuni dei grandi della letteratura italiana.

Dante e la ricerca del bene, Manzoni e la critica alle ingiustizie sociali, Leopardi e l’infelice ricerca di un senso della vita, Pirandello e l’identità personale, Primo Levi e il valore della memoria, Italo Calvino e il rapporto tra realtà e immaginazione, Eugenio Montale e il senso di incertezza di fronte alla vita moderna, Elsa Morante e l’importanza dell’infanzia.

Ma quindi parlando concretamente a cosa serve realmente la cultura, e soprattutto essere acculturati fin da giovani a cosa ci porterà? Perché acculturarsi? Per diventare chi? Famosi o ricchi?

Non bisogna acculturarsi per gli altri o per raggiungere un fine economico e sociale ma per crescita personale, per darci il sapere che ci serve, per farci avere uno spirito critico, un pensiero nostro senza farci influenzare dal pensiero altrui.

Questi temi sono ancora più importanti a causa dei social media.

Nel mondo parallelo dei social tanti cercano di mostrarsi perfetti e finiscono per seguire le idee degli altri invece di avere un pensiero personale. Soprattutto si pensa che gli altri siano perfetti e abbiano una vita perfetta. Non c’è riflessione, non c’è confronto, non c’è dialogo.

La letteratura permette questo dialogo, confronto, riflessione e, soprattutto, immedesimazione: poeti e scrittori sono in grado di esprimere con le loro parole i sentimenti, le emozioni, le paure che tutti hanno.

Per questo la letteratura è importante: non per gli altri, ma per noi stessi. Solo così possiamo osservare il mondo davvero attraverso i nostri occhi e non con gli occhi altrui.

Il valore della storia

Spesso si fatica a comprendere i fatti del passato, visti come irrilevanti e ormai “superati”. Studiare la storia non vuol dire solo memorizzare delle date e degli avvenimenti, ma comprendere e trasmettere, indagare le origini di un evento, non limitandosi a sapere chi ha compiuto fisicamente quell’azione, ma capire le ragioni che l’hanno resa possibile.

Spesso si dice che si deve conoscere il passato per “non ripetere gli stessi errori” e può sembrare una frase scontata ma non crediamo che sia così; un individuo dovrebbe studiare, analizzare con consapevolezza certi eventi che hanno portato solo alla distruzione, alla violenza ed all’ignoranza. Studiare è fondamentale per acquisire uno spirito critico: il mondo va velocemente, spesso i fatti vengono raccontati con superficialità o peggio ancora, dimenticati.

Ci sono stati dei momenti della storia in cui si è cercato volutamente di far in modo che si dimenticassero avvenimenti e personaggi “scomodi”. Ci vengono in mente la damnatio memoriae, pratica usata al tempo dei romani, che consisteva nella cancellazione storica di un individuo e colpì imperatori e personaggi odiati come Caracalla, Nerone, Geta e tanti altri.

Non dimentichiamoci di Alessandria d’Egitto, il più grande centro culturale del mondo antico, la cui biblioteca subì un lento e inesorabile declino, a causa delle devastazioni e conflitti, che hanno avuto come conseguenza la perdita di migliaia di rotoli di papiro contenenti opere dal valore inestimabile, in ambito scientifico, filosofico e letterario.

Un altro evento che ci viene in mente è il genocidio culturale e non solo, dei Nativi Americani, costretti a convertirsi e a parlare in una lingua che non era la loro, con l’obiettivo di “uccidere l’indiano per salvare l’uomo”.

Un ultimo episodio che vale la pena ricordare è la mostra dell’arte “degenerata”, che fu inaugurata durante il regime nazista, allo scopo di mostrare al pubblico opere d’arte dadaiste, cubiste e surrealiste, come esempi di forme di espressione antitedesche e quindi indegne. Dopo due anni, nel 1939, una parte delle opere d’avanguardia che furono esposte vennero distrutte.

Ecco perché è importante portare con sé, anche durante il progresso, gli insegnamenti della Storia, primo fra tutti l’amara convinzione che nessuno impara mai da essa ma si può cambiare, partendo da sé stessi.

La cultura è importante perché ci rende critici, ci fa dubitare e riflettere e lo spirito critico rende liberi.

Ricordiamoci che un giorno noi diventeremo il passato, che viviamo in un mondo che esalta molto il “qui e ora”, come se fosse l’unica realtà esistente. Le mode che seguiamo, come se fossero queste a definirci, e le nostre discussioni sui social saranno studiate con lo stesso distacco curioso con cui noi guardiamo le parrucche del Settecento.

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