Oggi si parla tanto di crescita personale, a casa, a scuola o con gli amici, ma spesso non ci fermiamo davvero a pensare a cosa significhi per noi ragazzi. Crescere non è solo diventare più grandi, ma capire chi siamo, cosa vogliamo e come possiamo stare bene con noi stessi. In tutto questo, i social hanno un ruolo enorme nella nostra vita, soprattutto alla nostra età.
I social sono utili perché ci permettono di conoscere qualcuno che magari non avremmo mai incontrato oppure di restare in contatto con persone lontane. Possiamo condividere momenti, parlare facilmente e sentirci meno soli. Però, allo stesso tempo, ci influenzano molto più di quanto pensiamo. Spesso vediamo vite “perfette” che in realtà non esistono davvero, e questo ci fa sentire come se non fossimo “abbastanza”. Iniziamo a confrontarci continuamente con gli altri, dimenticandoci che ognuno ha i propri tempi e le proprie difficoltà. E poi il corpo e la mente ne possono risentire con ansie croniche, insicurezze, manie di perfezionismo e autocritica eccessiva: alcuni ragazzi imparano che valgono solo se performanti.
Anche le relazioni sono cambiate molto attraverso i social. Nell’amicizia, per esempio, a volte sembra più importante rispondere a una storia pubblicata o mettere un like che parlare davvero. Si passa tanto tempo a scriversi, ma meno tempo a vedersi di persona. Questo può rendere i rapporti più superficiali, perché manca il contatto vero, quello fatto di sguardi, risate e momenti condivisi dal vivo. Perché le emozioni non sempre si esprimono per messaggio, c’è anche bisogno di vederle, toccarle, viverle sulla pelle.
In amore è ancora più evidente. Oggi è tutto più veloce, non c’è neanche più il brivido allo stomaco nel vedere qualcuno per la prima volta; ci si conosce online, si parla molto all’inizio e spesso si affrettano i rapporti, pensando che scambiare messaggi con una persona da un mese sia tanto. Trovarsi a proprio agio con qualcuno è sempre più raro. Ed è quasi morto il romanticismo di una volta. Poi spesso i rapporti finiscono altrettanto velocemente. È più facile “sparire’’, fare ghosting, cioè non farsi più sentire, non rispondere più ai messaggi, senza dare spiegazioni. Chi subisce ghosting può sentirsi confuso, ferito, svalutato e qui di nuovo torna l’ansia o insicurezza, perché il silenzio improvviso lascia senza spiegazioni e nella chiusura emotiva. Chi fa ghosting d’altra parte spesso evita il confronto per paura, immaturità emotiva o incapacità di gestire le emozioni e le responsabilità relazionali.
Secondo me, la crescita personale sta proprio nel trovare un equilibrio. Sapere che senza telefono si può vivere. Usare i social senza farsi usare da loro. Ricordarsi che la vita vera è fuori dallo schermo e che le relazioni più importanti sono quelle vissute davvero. Non dico di non usare il telefono, ma di uscire più spesso e per lo meno chiuderlo quando si è in compagnia.
Crescere significa imparare a volersi bene anche senza approvazione degli altri, e capire che non dobbiamo essere perfetti dietro uno schermo per essere felici.

