CRESCERE DIETRO UNO SCHERMO E FUORI
Caravaggio, Narciso, 1597 circa

CRESCERE DIETRO UNO SCHERMO E FUORI

Oggi si parla tanto di crescita personale, a casa, a scuola o con gli amici, ma spesso non ci fermiamo davvero a pensare a cosa significhi per noi ragazzi. Crescere non è solo diventare più grandi, ma capire chi siamo, cosa vogliamo e come possiamo stare bene con noi stessi. In tutto questo, i social hanno un ruolo enorme nella nostra vita, soprattutto alla nostra età.

I social sono utili perché ci permettono di conoscere qualcuno che magari non avremmo mai incontrato oppure di restare in contatto con persone lontane. Possiamo condividere momenti, parlare facilmente e sentirci meno soli. Però, allo stesso tempo, ci influenzano molto più di quanto pensiamo. Spesso vediamo vite “perfette” che in realtà non esistono davvero, e questo ci fa sentire come se non fossimo “abbastanza”. Iniziamo a confrontarci continuamente con gli altri, dimenticandoci che ognuno ha i propri tempi e le proprie difficoltà. E poi il corpo e la mente ne possono risentire con ansie croniche, insicurezze, manie di perfezionismo e autocritica eccessiva: alcuni ragazzi imparano che valgono solo se performanti.

Anche le relazioni sono cambiate molto attraverso i social. Nell’amicizia, per esempio, a volte sembra più importante rispondere a una storia pubblicata o mettere un like che parlare davvero. Si passa tanto tempo a scriversi, ma meno tempo a vedersi di persona. Questo può rendere i rapporti più superficiali, perché manca il contatto vero, quello fatto di sguardi, risate e momenti condivisi dal vivo. Perché le emozioni non sempre si esprimono per messaggio, c’è anche bisogno di vederle, toccarle, viverle sulla pelle.

In amore è ancora più evidente. Oggi è tutto più veloce, non c’è neanche più il brivido allo stomaco nel vedere qualcuno per la prima volta; ci si conosce online, si parla molto all’inizio e spesso si affrettano i rapporti, pensando che scambiare messaggi con una persona da un mese sia tanto. Trovarsi a proprio agio con qualcuno è sempre più raro. Ed è quasi morto il romanticismo di una volta. Poi spesso i rapporti finiscono altrettanto velocemente. È più facile “sparire’’, fare ghosting, cioè non farsi più sentire, non rispondere più ai messaggi, senza dare spiegazioni. Chi subisce ghosting può sentirsi confuso, ferito, svalutato e qui di nuovo torna l’ansia o insicurezza, perché il silenzio improvviso lascia senza spiegazioni e nella chiusura emotiva. Chi fa ghosting d’altra parte spesso evita il confronto per paura, immaturità emotiva o incapacità di gestire le emozioni e le responsabilità relazionali.

Secondo me, la crescita personale sta proprio nel trovare un equilibrio. Sapere che senza telefono si può vivere. Usare i social senza farsi usare da loro. Ricordarsi che la vita vera è fuori dallo schermo e che le relazioni più importanti sono quelle vissute davvero. Non dico di non usare il telefono, ma di uscire più spesso e per lo meno chiuderlo quando si è in compagnia.

Crescere significa imparare a volersi bene anche senza approvazione degli altri, e capire che non dobbiamo essere perfetti dietro uno schermo per essere felici.

Comments

No comments yet. Why don’t you start the discussion?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *