{"id":529,"date":"2026-06-04T09:24:04","date_gmt":"2026-06-04T07:24:04","guid":{"rendered":"https:\/\/redazioninrete.fermimn.edu.it\/?p=529"},"modified":"2026-06-04T09:24:04","modified_gmt":"2026-06-04T07:24:04","slug":"larte-del-pretesto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/redazioninrete.fermimn.edu.it\/?p=529","title":{"rendered":"L&#8217;ARTE DEL PRETESTO"},"content":{"rendered":"\n                \n                    <!--begin code -->\n\n                    \n                    <span class=\"pp-multiple-authors-boxes-wrapper pp-multiple-authors-wrapper pp-multiple-authors-layout-inline multiple-authors-target-shortcode box-post-id-328 box-instance-id-1 ppma_boxes_328\"\n                    data-post_id=\"328\"\n                    data-instance_id=\"1\"\n                    data-additional_class=\"pp-multiple-authors-layout-inline.multiple-authors-target-shortcode\"\n                    data-original_class=\"pp-multiple-authors-boxes-wrapper pp-multiple-authors-wrapper box-post-id-328 box-instance-id-1\">\n                                                <span class=\"ppma-layout-prefix\"><\/span>\n                        <span class=\"ppma-author-category-wrap\">\n                                                                                                                                    <span class=\"ppma-category-group ppma-category-group-1 category-index-0\">\n                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                \n                                                                                                                    \n                                                            <span class=\"pp-author-boxes-avatar-details\">\n                                                                <span class=\"pp-author-boxes-name multiple-authors-name\"><a href=\"https:\/\/redazioninrete.fermimn.edu.it\/?author=2\" rel=\"author\" title=\"Hajar Qacem (I. S. Fermi)\" class=\"author url fn\">Hajar Qacem (I. S. Fermi)<\/a>, <\/span>                                                                                                                                                                                                \n                                                                                                                                \n                                                                                                                            <\/span>\n                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            \n                                                                                                                    \n                                                            <span class=\"pp-author-boxes-avatar-details\">\n                                                                <span class=\"pp-author-boxes-name multiple-authors-name\"><a href=\"https:\/\/redazioninrete.fermimn.edu.it\/?author=3\" rel=\"author\" title=\"Giacomo Terzi (I. S. Fermi)\" class=\"author url fn\">Giacomo Terzi (I. S. Fermi)<\/a><\/span>                                                                                                                                                                                                \n                                                                                                                                \n                                                                                                                            <\/span>\n                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            <\/span>\n                                                                                                                        <\/span>\n                        <span class=\"ppma-layout-suffix\"><\/span>\n                                            <\/span>\n                    <!--end code -->\n                    \n                \n                            \n        \n\n\n\n<p><p style=\"text-align:justify;\">La <strong>cultura<\/strong> viene spesso considerata <strong>uno dei fondamenti della vita democratica<\/strong>: uno <strong>spazio di confronto, ricerca e crescita collettiva, capace di alimentare il pensiero critico e la partecipazione civile<\/strong>. Proprio per questo motivo, per\u00f2, \u00e8 anche uno degli strumenti di controllo pi\u00f9 ambiti da chi esercita il potere. Nel corso della storia idee, opere, simboli e persino il linguaggio sono stati utilizzati non soltanto per diffondere conoscenza ma anche per orientare il consenso e consolidare determinate visioni del mondo.<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p style=\"text-align:justify;\">Quando la cultura smette di essere un luogo di riflessione e confronto e diventa un mezzo per perseguire interessi estranei alla sua natura, si entra nel campo della <strong>strumentalizzazione<\/strong>. Si tratta di un fenomeno antico che oggi assume forme nuove, alimentate dalla velocit\u00e0 della comunicazione digitale, dalla polarizzazione politica e dalla continua competizione per l&#8217;attenzione pubblica.<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p style=\"text-align:justify;\">La <strong>cultura<\/strong>, per sua natura, dovrebbe essere uno<strong>spazio sacro di libert\u00e0 in termini di sviluppo e produzione del pensiero e del pensiero critico, riflessione condivisa a livello sociale, manifestazione del dissenso<\/strong>; il terreno in cui una societ\u00e0 si interroga e impara a guardarsi allo specchio. Eppure, proprio per la sua straordinaria capacit\u00e0 di toccare l\u2019identit\u00e0 e l\u2019emotivit\u00e0 delle persone, \u00e8 da sempre il bersaglio preferito della strumentalizzazione politica, ideologica ed economica. Oggi questo fenomeno non \u00e8 affatto scomparso: ha semplicemente cambiato pelle, adattandosi ai ritmi frenetici dei social media e alla polarizzazione del dibattito pubblico. Strumentalizzare la cultura significa oggi svuotarla del suo valore intrinseco, trasformandola in un&#8217;arma di distrazione di massa o in un bollino di appartenenza ideologica.<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p style=\"text-align:justify;\">Eppure, <strong>il bisogno di cultura resta altissimo<\/strong>. Come ha commentato Teresa Gualtieri, presidente della Federazione italiana club e centri per l\u2019Unesco (Ficlu): \u00abL\u2019emergenza sanitaria e sociale ha fatto emergere un rinnovato e maggiore bisogno di cultura, evidentemente quale strumento\/antidoto capace di smorzare ansie e paura, di sopperire all\u2019impossibilit\u00e0 dell\u2019incontro\u00bb.<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p style=\"text-align:justify;\">Nonostante questo bisogno, assistiamo a una <strong>complessa strumentalizzazione di idee e parole del passato<\/strong>, una strategia funzionale a creare una sfera di riferimenti culturali e simbolici utili a legittimare una specifica visione politica. Nei suoi <em>Quaderni dal carcere<\/em>, Antonio Gramsci sosteneva che far partire una rivoluzione cambiando la &#8220;struttura&#8221; (la base economica della societ\u00e0 in termini marxisti) sia pressoch\u00e9 impossibile. Ci\u00f2 che si pu\u00f2 fare, invece, \u00e8 lavorare sulla &#8220;sovrastruttura&#8221;, ovvero lo strato di idee, valori e cultura che influenza ogni ambito delle nostre vite. Va da s\u00e9 che per cambiare la sovrastruttura serve un potere che la classe dirigente ha modo di esercitare pi\u00f9 di altre istituzioni. Questo potere, legato a doppio filo al controllo della cultura, \u00e8 in grado di plasmare le coscienze dei cittadini e far prendere loro coscienza della propria condizione sociale e politica.<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p style=\"text-align:justify;\">La volont\u00e0 di dominare la cultura da parte di uno schieramento politico non nasce quindi da un vezzo \u00e9litario o da un semplice senso di rivalsa. \u00c8 una spinta dettata dall&#8217;estremo bisogno di rafforzare il proprio pensiero dandogli le basi della cosiddetta &#8220;cultura alta&#8221;, cos\u00ec da emanciparsi dall&#8217;idea che la politica faccia presa sul proprio elettorato solo attraverso input a bassa carica culturale. La lotta politica a suon di parole \u00e8 da sempre un professarsi pi\u00f9 potenti dell\u2019avversario. L\u2019\u00e9lite culturale ha sempre una valenza politica: se un partito o un\u2019ideologia tiene le redini della cultura, assume il controllo del discorso pubblico e trova un\u2019ulteriore legittimazione per le proprie idee.<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p style=\"text-align:justify;\">\u00abChi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato\u00bb. Questo celebre slogan del Partito in <em>1984<\/em> racchiude il nucleo del pensiero di George Orwell: il potere totalitario non si accontenta di dominare i corpi, esige il controllo totale delle menti. Per farlo deve strumentalizzare la cultura, trasformandola da spazio di libero pensiero a mero strumento di propaganda e ingegneria sociale.<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p style=\"text-align:justify;\">Oggi, nel panorama politico occidentale, l&#8217;avvertimento di Orwell si manifesta in una forma subdola: <strong>la cultura e l&#8217;istruzione non vengono pi\u00f9 protette come beni neutrali ma sono ridotte a pretesto e arma in mano ai leader politici per consolidare il consenso, polarizzare l&#8217;elettorato e ridefinire i confini ideologici della societ\u00e0<\/strong>. Nel saggio <em>La prevenzione della letteratura<\/em> (1946) e in <em>1984<\/em>, Orwell aveva intuito che il primo passo verso l&#8217;assolutismo \u00e8 l&#8217;occupazione politica dello spazio culturale, attuata principalmente attraverso due strumenti:<\/p><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>la riscrittura della storia;<\/li>\n\n\n\n<li>la Neolingua e il Bispensiero, ovvero lo svuotamento delle parole dal loro significato originario per impedire il pensiero critico.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><p style=\"text-align:justify;\">Nel momento in cui il linguaggio culturale viene politicizzato, esprimere un dubbio diventa impossibile, poich\u00e9 mancano le parole stesse per formularlo.<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p style=\"text-align:justify;\">Negli Stati Uniti questa dinamica \u00e8 evidente: la cultura \u00e8 diventata il principale terreno di scontro della cosiddetta <em>culture war<\/em>. Il potere politico interviene direttamente sui programmi scolastici e sulle biblioteche pubbliche, decretando cosa sia &#8220;patriottico&#8221; e cosa sia &#8220;sovversivo&#8221;. Un esempio lampante si ritrova nell&#8217;azione politica della presidenza americana. Nel suo ordine esecutivo volto a sradicare la cosiddetta &#8220;ideologia woke&#8221; dalle scuole e dalle universit\u00e0, Donald Trump ha rilanciato con forza la Commissione 1776, firmando un provvedimento per promuovere un'&#8221;educazione patriottica&#8221; e per tagliare i fondi federali agli istituti che insegnano la Critical Race Theory o programmi sulla diversit\u00e0 giudicati divisivi. Nel testo formale dell&#8217;ordine esecutivo si legge l&#8217;obiettivo esplicito di imporre \u00abuna presentazione della storia dell&#8217;America basata su una caratterizzazione accurata, onesta, unificante, ispiratrice e nobilitante della fondazione dell&#8217;America e dei suoi principi fondanti\u00bb. Questo approccio riflette esattamente il meccanismo orwelliano: l&#8217;autorit\u00e0 statale non si limita a governare la macchina amministrativa ma stabilisce per legge quale versione della storia nazionale sia &#8220;ispiratrice&#8221;, rimuovendo o censurando i testi e le prospettive storiche che mettono in discussione la narrativa ufficiale.<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p style=\"text-align:justify;\">Dal lato opposto del panorama politico, <strong>la cultura viene ugualmente strumentalizzata attraverso forme di dogmatismo linguistico e accademico, creando un clima in cui la deviazione dall&#8217;ortodossia del momento genera l&#8217;immediata esclusione dal dibattito pubblico.<\/strong><\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p style=\"text-align:justify;\"><strong>Quando un&#8217;opera d&#8217;arte o un&#8217;istituzione culturale smettono di generare domande e iniziano a fornire solo risposte preconfezionate per conto terzi, la cultura ha gi\u00e0 smesso di esistere, lasciando il posto alla propaganda<\/strong>. Difendere la cultura oggi significa restituirle il diritto all&#8217;errore, all&#8217;ambiguit\u00e0 e all&#8217;indipendenza, proteggendola da chi vorrebbe ridurla a un semplice argomento da talk show o a una leva per il consenso elettorale.<\/p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La cultura viene spesso considerata uno dei fondamenti della vita democratica: uno spazio di confronto,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":530,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[],"ppma_author":[17,18],"class_list":["post-529","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-lincidenza-della-cultura-nella-crescita-personale"],"authors":[{"term_id":17,"user_id":2,"is_guest":0,"slug":"hajar","display_name":"Hajar Qacem (I. S. 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