{"id":366,"date":"2026-05-21T12:19:50","date_gmt":"2026-05-21T10:19:50","guid":{"rendered":"https:\/\/redazioninrete.fermimn.edu.it\/?p=366"},"modified":"2026-05-22T10:52:02","modified_gmt":"2026-05-22T08:52:02","slug":"la-storia-dellai-e-come-funziona-veramente-la-sua-magia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/redazioninrete.fermimn.edu.it\/?p=366","title":{"rendered":"LA STORIA DELL&#8217;AI E COME FUNZIONA VERAMENTE LA SUA MAGIA"},"content":{"rendered":"\n                \n                    <!--begin code -->\n\n                    \n                    <span class=\"pp-multiple-authors-boxes-wrapper pp-multiple-authors-wrapper pp-multiple-authors-layout-inline multiple-authors-target-shortcode box-post-id-328 box-instance-id-1 ppma_boxes_328\"\n                    data-post_id=\"328\"\n                    data-instance_id=\"1\"\n                    data-additional_class=\"pp-multiple-authors-layout-inline.multiple-authors-target-shortcode\"\n                    data-original_class=\"pp-multiple-authors-boxes-wrapper pp-multiple-authors-wrapper box-post-id-328 box-instance-id-1\">\n                                                <span class=\"ppma-layout-prefix\"><\/span>\n                        <span class=\"ppma-author-category-wrap\">\n                                                                                                                                    <span class=\"ppma-category-group ppma-category-group-1 category-index-0\">\n                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                \n                                                                                                                    \n                                                            <span class=\"pp-author-boxes-avatar-details\">\n                                                                <span class=\"pp-author-boxes-name multiple-authors-name\"><a href=\"https:\/\/redazioninrete.fermimn.edu.it\/?author=11\" rel=\"author\" title=\"Francesco Montecchi (L. Belfiore)\" class=\"author url fn\">Francesco Montecchi (L. Belfiore)<\/a><\/span>                                                                                                                                                                                                \n                                                                                                                                \n                                                                                                                            <\/span>\n                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            <\/span>\n                                                                                                                        <\/span>\n                        <span class=\"ppma-layout-suffix\"><\/span>\n                                            <\/span>\n                    <!--end code -->\n                    \n                \n                            \n        \n\n\n\n<p><p style=\"text-align:justify;\">Partiamo dall&#8217;inizio e torniamo indietro. Molto indietro.<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p style=\"text-align:justify;\">Nel 1943, il neurobiologo Warren McCulloch e il suo collega matematico Walter Pitts riescono a simulare la struttura di un neurone umano in un programma informatico. Il sistema \u00e8 semplice: il &#8220;neurone&#8221; prende da ogni &#8220;sinapsi&#8221; dei numeri di input, li moltiplica ciascuno per coefficienti diversi in base alla loro importanza, e poi li somma; se il risultato finale \u00e8 maggiore di una certa soglia si attiva, altrimenti no. Visto che l&#8217;applicazione di questa soglia non \u00e8 un&#8217;operazione lineare, il programma si avvicina ancora di pi\u00f9 ai neuroni naturali, che derivano la loro complessit\u00e0 e abilit\u00e0 proprio dal fatto che sono sistemi intrinsecamente non lineari.<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p style=\"text-align:justify;\">Da questa tecnologia si sono poi sviluppate le cosiddette &#8220;reti neurali&#8221;, cio\u00e8 reticoli di &#8220;neuroni&#8221; in successione che si attivano a vicenda. Questi vengono allenati con vari dati e immagini &#8220;etichettati&#8221;, per esempio foto di animali associate al nome della loro specie, per poi adattare i coefficienti delle varie moltiplicazioni in base al coefficiente di errore assegnato ad ogni output; in questo modo avranno pi\u00f9 peso sul risultato le caratteristiche che aiutano maggiormente a definire un certo animale. Dopo molto allenamento, il programma sar\u00e0 cos\u00ec in grado di classificare l&#8217;immagine di un gatto come &#8220;gatto&#8221; e di distinguerla da quella di un cane.<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p style=\"text-align:justify;\">Fino agli anni Ottanta-Novanta, questo era tutto ci\u00f2 che l&#8217;intelligenza artificiale riusciva a fare. Lo sviluppo chiave nella direzione di quella che oggi chiamiamo generativa \u00e8 l&#8217;autoencoder, cio\u00e8, da s\u00e9, un sistema perfettamente inutile: un\u2019immagine di un particolare soggetto, in questo caso tenendo l&#8217;esempio di un gatto, viene data in pasto a una rete neurale, che, associando ogni sinapsi a un pixel della foto, genera alcuni numeri di output come ho descritto prima; queste quantit\u00e0 entrano poi in un&#8217;altra rete neurale, uguale alla prima ma simmetrica, che da essi risale all&#8217;immagine di partenza. Nella pratica non serve a niente, quindi. Tuttavia, la seconda parte di questa rete \u00e8 ora in grado di tradurre un numero limitato di valori in immagini di gatti; inserendo delle quantit\u00e0 a caso, quindi, produrr\u00e0 delle foto di gatti mai visti prima, perch\u00e9 inesistenti.<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p style=\"text-align:justify;\">Tutti i sistemi di generazione AI di foto e video si basano su una variazione di questo processo, poi espanso e generalizzato per facilitare la creazione di immagini di ogni tipo e soggetto.<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p style=\"text-align:justify;\">Tra ricerche e sviluppi, siamo arrivati agli anni 2010. Dopo un periodo di stagnazione nel miglioramento dell&#8217;AI, nel 2017 alcuni ricercatori di Google pubblicano un articolo in cui illustrano il funzionamento del Transformer, un nuovo modello basato su una tecnologia simile all&#8217;autoencoder che permette di filtrare le informazioni importanti da quelle poco utili in sequenze come quelle di testo.<br>Da qui un paio di anni dopo partono i ricercatori di OpenAI per creare GPT, un sistema di produzione testuale allenato sul seguente obiettivo: data una parte di testo, indovina statisticamente la parola successiva, in base a una scala di probabilit\u00e0. Ovviamente servivano molti dati da analizzare per questo training ma non era un problema, dato il fatto che c&#8217;era l&#8217;intero Internet a disposizione; la cosa pi\u00f9 sorprendente \u00e8 che, aumentando la potenza computazionale, i risultati miglioravano di pari passo, senza dar segno di fermarsi.<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p style=\"text-align:justify;\">Tuttora, anche se sappiamo come l&#8217;AI \u00e8 costruita, non abbiamo ancora compreso perch\u00e9 sembra non smettere mai di migliorare. Nel dubbio, i miliardi di dollari spesi in microprocessori all&#8217;anno da aziende di AI hanno fatto s\u00ec che Nvidia, il loro principale produttore, diventasse nel 2025 la prima azienda al mondo a superare i 5 trilioni di dollari di capitale; dall&#8217;altra parte, in Stati americani come Virginia, Nevada e Georgia, la costruzione sempre pi\u00f9 diffusa e sregolata di <em>data centers<\/em> (hub di migliaia di microprocessori) stanno spingendo moltissimi cittadini che vivono nell&#8217;area sull&#8217;orlo della protesta.<\/p><\/p>\n\n\n\n<p><p style=\"text-align:justify;\">\u00c8 cos\u00ec che funziona l\u2019AI, quindi: alla fine dei conti, \u00e8 solo una macchina molto brava a fare statistica. Di pensiero proprio non ha nulla, non <em>capisce<\/em> nulla ma rielabora parole e informazioni che vede online. Questo aspetto \u00e8 sempre pi\u00f9 importante da tenere a mente, a mano a mano che la tecnologia si evolve e le risposte che d\u00e0 diventano sempre pi\u00f9 naturali e &#8220;umane&#8221;: non frutto di una riflessione ma solo di un calcolo probabilistico.<\/p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni giorno sentiamo parlare di questa tecnologia miracolosa e delle sue prodezze, a volte anche troppo.<br \/>\nOgni giorno la usiamo per chiedere una spiegazione dell&#8217;ultimo argomento di Fisica, quale sia il ristorante pi\u00f9 vicino a me, se sia lecito ghostare una certa persona su Instagram; a volte anche troppo.<br \/>\nMa cos&#8217;\u00e8 veramente l&#8217;intelligenza artificiale? \u00c8 davvero in grado di avere opinioni e provare sensazioni? Come fa ad invantare, a creare?<\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":365,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[24],"tags":[],"ppma_author":[26],"class_list":["post-366","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-giovani-e-ai"],"authors":[{"term_id":26,"user_id":11,"is_guest":0,"slug":"francesco-montecchi-l-belfiore","display_name":"Francesco Montecchi (L. Belfiore)","avatar_url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/fb01e98bd82879d4effae8eb2bcf9d72e76ec8b39b177d65f0ce61d67e288574?s=96&d=mm&r=g","0":null,"1":"","2":"","3":"","4":"","5":"","6":"","7":"","8":""}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/redazioninrete.fermimn.edu.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/366","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/redazioninrete.fermimn.edu.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/redazioninrete.fermimn.edu.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/redazioninrete.fermimn.edu.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/redazioninrete.fermimn.edu.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=366"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/redazioninrete.fermimn.edu.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/366\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":396,"href":"https:\/\/redazioninrete.fermimn.edu.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/366\/revisions\/396"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/redazioninrete.fermimn.edu.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/365"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/redazioninrete.fermimn.edu.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=366"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/redazioninrete.fermimn.edu.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=366"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/redazioninrete.fermimn.edu.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=366"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/redazioninrete.fermimn.edu.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fppma_author&post=366"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}